OBLIVION

WhatsApp Image 2020 05 26 at 15.58.35Nonostante il coronavirus ha arrecato non pochi problemi, i ragazzi della 3B aiutati dal prof. Luca Vacante, in tutto questo marasma non si sono fatti perdere d’animo. Non si poteva stare in silenzio e continuare a far finta di niente come se tutto andasse bene, bisognava dare un messaggio, fare la nostra parte. D’altronde la scuola insegna questo, a essere menti pensanti ed affrontare e risolvere i problemi. Bene, è arrivato il momento di mettere in campo le competenze acquisite in questi anni, dimostrare cosa i ragazzi avevano realmente appreso al di là della semplice tecnica strumentale; in una parola emozionare ed emozionarsi a sua volta. Chi può fare questo meglio della musica?! Fin da subito i ragazzi hanno sostenuto la mia iniziativa: “raccontare” con i suoni il drammatico momento che stiamo attraversando. E' stato deciso così di suonare un brano, un tango per l’esattezza, di Astor Piazzolla che dal titolo Oblivion. “Il tango è un pensiero triste fatto danza” diceva Piazzolla. Quale miglior brano per descrivere questo tragico momento e soprattutto ricordare chi ha perso la vita ma soprattutto chi lotta e lavora affinché qualcun altro non la perda. Il titolo non è casuale, dall’inglese “Oblio” appunto, dimenticanza, oscurità. Dimenticare per un attimo questo momento per lasciare spazio alla parte più intima della persona e farci riflettere sulle nostre azioni.

Volendo fare una breve e sintetica analisi a questo brano possiamo dire che è strutturato in secondo uno schema ABA. La prima parte “A” presenta una melodia che ti fa assaporare quell’atmosfera di struggente malinconia, di nostalgia (per tutto ciò che vorresti fare ma che non puoi o per tutto ciò che hai fatto e vorresti tornare a fare) la quale fa riflettere molto sulla finitezza umana, a un certo punto la triste melodia iniziale lascia spazio a un secondo bellissimo tema “B” dal carattere, cantabile, espressivo ed introspettivo, dove traspare la speranza di ricominciare, di farcela, di continuare, di non tornare a sbagliare. Infine questa bellissima melodia quasi come un bel sogno finisce, ed ecco che ritorna il tema iniziale “A” questa volta però, con un sapore diverso a dimostrazione del fatto che lungi dalle brutte esperienze, nella vita certi episodi non devono mai più ripetersi e che anziché litigare e dividere dovremmo pensare a unire, ad apprezzare di più il presente, le piccole cose, i piccoli gesti, la quotidianità perché in fondo siamo uomini fatti per amarci l’un l’altro e stare insieme e non per stare soli, e mai quanto adesso ne stiamo apprezzando il valore.

Informazioni aggiuntive